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Pavimentazione Esterna in Tufo

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COD: PV55 Categoria:

Descrizione

La Pietra Taurina: pavimentazione esterna in tufo.

La pavimentazione esterna in tufo naturale sono un’ottima alternativa ai soliti pavimenti. La qualità della pietra per realizzare una pavimentazione in tufo naturale dipende dalle finiture e dai trattamenti applicati sulle pietre e sono realizzate in lastre di cm 50 ed alte cm 37 e si può usufruire delle detrazioni fiscali.

Il pavimento in tufo è di grande formato e permette di risparmiare tempo e denaro durante il montaggio.

La posa della pavimentazione esterna in tufo risulta semplice e può essere fatta su diversi supporti tipo: massetto in calcestruzzo o stabilizzato ben battuto.

I collanti che si possono usare per realizzare le pavimentazioni sono: malta bastarda, colla per piastrelle, direttamente su sabbia e cemento fresco o con buiacca.

I giunti possono essere chiusi semplicemente con un misto di sabbia fine e cemento, oppure possono essere usati i più comuni prodotti già preparati e pronti all’uso.

La colorazione varia da una tonalità di bianco latte fino al giallo paglierino.
La stessa pavimentazione ha tutte le caratteristiche per essere posata in situazioni di carrabilità o semplicemente in percorsi carrabili.

Realizziamo pavimentazioni in tufo naturale.

I pavimenti in tufo hanno diverse finiture, ed in base alle varie lavorazioni e trattamenti della pietra si possono ottenere diversi risultati finali.

Sebbene la pietra è sempre la stessa con caratteristiche e qualità di prima scelta i prezzi possono variare.

Abbiamo pavimentazioni adatte ad ogni esigenza.

Per conoscere i prezzi e le offerte delle nostre pavimentazioni per interni ed esterni e le detrazioni fiscali in corso compila il form qui sotto o invia una mail a info@lapietrataurina.it.

Un pò di storia della pietra che utilizzerai per realizzare la pavimentazione in tufo naturale.

Nella terminologia commerciale, che in Italia è regolata dalla normativa UNI-4858, si indica con pietra una roccia, di norma non lucidabile, e dalla svariata composizione mineralogica, usata sia come materiale da costruzione che da decorazione, che non rientra nelle tipologie marmo, granito o travertino definite dalla medesima normativa.
Vengono suddivise in due gruppi

* rocce tenere e/o poco compatte: rocce sedimentarie clastiche e vulcanoclastiche
* rocce dure e/o compatte: pietre a spacco naturale e rocce magmatiche effusive

La pietra taurina è una roccia dura e compatta calcarea appartenente al gruppo delle calcareniti marnose e risalente al periodo miocenico.

È una formazione rocciosa tipica della regione salentina, nota soprattutto per la sua plasmabilità e facente parte della famiglia pietra leccese.

Questa roccia/pietra ha una composizione piuttosto omogenea: l’esame petrografico rivela che è costituita principalmente da carbonato di calcio (CaCO3) sotto forma di granuli di calcare (microfossili e frammenti di fossili di fauna marina, risalenti a circa sei milioni di anni fa) e di cemento calcitico, a cui si legano glauconite, quarzo, vari feldspati e fosfati, oltre a sostanze argillose finemente disperse (caolinite, smectite e clorite), che, nelle diverse miscele e concentrazioni, danno origine a differenti qualità della roccia dalla più dura per la realizzazioni di pavimentazioni alla più morbida che ben si adatta per la realizzazione di elaborate e scenografiche opere in pietra.

La pietra taurina affiora naturalmente dal terreno o risulta appena coperta dalla terra e una volta riciclato il terreno per la coltivazione e appianato e livellato il sito è possibile realizzare enormi cave a cielo aperto, profonde fino a diverse decine di metri e diffuse sul territorio salentino.

La pietra viene ricavata in forma di parallelepipedi di varie dimensione.

La particolarità della pietra è che durezza e resistenza della stessa, una volta estratta, crescono con il passare del tempo, e nella consolidazione la pietra assume una tonalità di colore ambrato simile a quella del miele.

La colorazione varia dal bianco latte fino al giallo paglierino, la roccia si presenta compatta e di grana fine, a differenza del carparo, altra tipologia di pietra affine rinvenibile nel Salento ma in zone diverse. La pietra taurina è utilizzata sia in campo architettonico che scultoreo. Apprezzata anche in campo artistico ha avuto stima a livello internazionale grazie all’artigianato locale che nel corso dei secoli ha realizzato la complessa architettura del Barocco leccese.

Pietra nota sin dall’antichità, nell’intero territorio salentino si trovano dolmen, menhir, statue e costruzioni romane realizzati e sapientemente lavorati con questo tipo di pietra. I primi studi geologici risalgono alla seconda metà del XVI secolo, ma si deve a Gian Battista Brocchi, nel suo studio sulla configurazione geologica salentina (1818), l’identificazione, la prima datazione (fra Secondario e Terziario) e l’origine del nome della pietra leccese. Non da meno sono i fossili che si possono rinvenire al suo interno durante l’estrazione e la lavorazione. Fossili rilevanti tipo: cefalopodi, delfini, capodogli, denti di squali, pesci, tartarughe e coccodrilli.

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